Per-corso di crescita personale
I.O (Intelligenza Olistica)
L’ANIMA DELLA FELICITÀ
Kirone propone il primo per-corso sperimentale in Italia di I.O (Intelligenza Olistica).
L’I.O (Intelligenza Olistica) è la capacità del Sè di manifestare le proprie risorse per il bene proprio, degli altri e del mondo, pertanto la chiamiamo poeticamente “L’anima della felicità”. Proponiamo un percorso di crescita personale appositamente studiato per risvegliare il nostro Sè e stimolarlo ad organizzare le nostre “intelligenze” per generare benessere e felicità. “I.O – L’anima della felicità” è uno spazio per prendere consapevolezza e sperimentare il nostro potenziale umano, sia un corso attraverso il quale capiremo come funziona il corpo, il cuore e la mente. Lo scopo di questo per-corso è acquisire conoscenze, capacità e consapevolezze che ti permettano di gestire le tue emozioni, vivere meglio le tue relazioni ed avere più entusiasmo per realizzare i tuoi sogni.
Su quali teorie e metodologie si basa?
I.O. è basato su alcune delle più importanti acquisizioni psicologiche, sociali e spirituali degli ultimi decenni.
I riferimenti teorici di questo lavoro saranno le Intelligenze Multiple di Gardner, l’Intelligenza Emotiva di Goleman, le Life Skills dell’OMS e le Neuroscienze.
I fulcri esperienziali saranno invece la Mindfulness, le Meditazioni Attive, il Body Work, l’Energetica, lo Yoga, il Breath Work, il Focusing, l’ Inquiry, la Self Compassion, la Danza consapevole, la Comunicazione Non Violenta, le tecniche Energo-Vibrazionali, le Visualizzazioni, il Role Playng.
Come funziona?
“I.O – L’anima della felicità” è un per-corso che si articola in 6 moduli, ognuno di essi tratta in modo specifico, ma con approccio olistico, le varie tipologie di intelligenze. Ogni modulo ha una durata di un mese e mezzo, gli incontri sono settimanali: ogni lunedì dalle 19.15 alle 21.15 e due mercoledì al mese, dalle 19.15 alle 20.30. Ogni trimestre, ovvero ogni due moduli, è prevista una giornata di intensivo per approfondire l’esperienza inerente a ciò che è stato esperito nel trimestre corrispondente.
“I.O – L’anima della felicità” può essere vissuto in due modi, ecco perché lo definiamo un per-corso:
1- Partecipare ai singoli moduli (o anche ai singoli incontri) come delle esperienze dotate di un senso a se stante. Ogni ciclo offre utili esperienze e preziose informazioni per chi è in grado di usarle ed integrarle nella propria vita.
2- Partecipare ai moduli pensandoli come facenti parte di un percorso organico, che sviluppa un programma di crescita personale in modo progressivo ed ordinato; come una sorta di accademia di sviluppo del potenziale umano. In questo caso, sarai invitato a praticare e studiare anche a casa per dare corpo a quello che sperimenti durante negli incontri, solo così potrai sprigionare il tuo potenziale reale; chiaramente ti verranno forniti materiali idonei alle pratiche ed allo studio personale.
RILASCIO ATTESTATO
Siamo convinti di dare l’avvio a qualcosa di importante. Nei prossimi anni I.O potrebbe essere un punto di riferimento importante per la crescita personale, l’educazione scolastica e per alcuni ambiti formativi.
Sebbene Associazione Kirone non sia formalmente un centro di formazione, ci teniamo a riconoscere la partecipazione a questo primo corso su I.O a chi avrà partecipato almeno al 70% degli incontri. Pertanto verrà rilasciato un attestato di partecipazione a coloro i quali avranno raggiunto tale percentuale di partecipazione.
COSTI DI PARTECIPAZIONE
“I.O – L’anima della felicità” è concepito per essere partecipato a moduli; i moduli non sono mensili, in quanto ognuno dura un mese e mezzo ed include 6 incontri del lunedì (durata circa 2,15h) e 6 incontri del mercoledì (durata circa 1,15h)
Le possibili formule di partecipazione sono:
– Voglio partecipare ad un solo incontro singolo: in questo caso l’incontro del lunedì avrà un contributo di 15€ e quello del mercoledì di 12€
-Voglio partecipare a tutti gli incontri del lunedì: in questo caso il pacchetto del lunedì (6 incontri) richiederà un contributo di 70€
-Voglio partecipare a tutti gli incontri del mercoledì: in questo caso il pacchetto del mercoledì (6 incontri) richiederà un contributo di 50€
-Voglio partecipare a tutti gli incontri del modulo, sia il lunedì che il mercoledì: in questo caso il pacchetto per l’intero modulo (6 incontri di lunedì + 6 incontri di mercoledì) richiederà un contributo di 100€
Gli incontri si terranno ogni lunedì dalle 19.15 alle 21.15 ed ogni mercoledì dalle 19.15 alle 20.30
MODALITÁ DI LAVORO E CONDUTTORI/DOCENTI
Essendo un per-corso, ovvero una forma ibrida tra un corso di formazione ed un percorso esperienziale, le persone che gestiranno lo spazio degli incontri saranno da considerarsi tanto docenti quanto conduttori.
Avendo i vari moduli di I.O una certa specificità, verranno coinvolti professionisti che hanno competenze in quegli specifici settori, ma che comunque svolgono il loro lavoro in ottica olistica: psicologi, psicoterapeuti, counselor olistici, operatori olistici, musicoterapisti, pedagogisti teatrali, educatori, esperti di meditazione e yoga.
Il loro compito sarà quello di offrire una formazione olistica, che fornisca delle informazioni utili alla comprensione di sè e dei meccanismi implicati nel funzionamento dei diversi moduli di intelligenza ed, al contempo, offrire delle corrispondenti esperienze che diano corpo e respiro a quanto appreso mentalmente. Infatti, l’obiettivo è la “comprensione” e la “crescita personale”, quindi non un mero apprendimento concettuale, ma l’incarnazione di nuove comprensioni/consapevolezze e l’integrazione di nuove abilità/capacità interiori. Come già detto, il percorso sprigiona il suo potenziale nel momento in cui i partecipanti si impegnano a praticare e studiare anche a casa e non solo nel contesto degli incontri di gruppo.
1°MODULO: INTELLIGENZA CORPOREO-ENERGETICA
Il primo modulo del per-corso I.O è inerente all’intelligenza corporeo-cinestetica, è storicamente indicata come l’abilità di utilizzare il proprio corpo o parti di esso per realizzare specifici obiettivi attraverso il coordinamento dei movimenti del corpo. In ottica olistica questo tipo di intelligenza include l’aspetto energetico, ovvero la consapevolezza delle percezioni sottili del nostro sentire corporeo.
È il modulo che viene fatto per prima in quanto la consapevolezza corporea ed energetica è alla base di tutte le altre intelligenze, che svolgono le loro funzioni sulla base di dati elaborati primariamente a livello corporeo; in particolare modo, essere consapevoli delle proprie sensazioni corporee è alla base del riconoscimento e della gestione delle proprie emozioni, ma anche basilare per aspetti inerenti all’intuizione ed al “senso” (argomento che verrà approfonditi nei moduli inerenti all’intelligenza interiore ed esistenziale). In tutti i moduli, ed in questo in particolare, si lavorerà molto sulla capacità di direzionare ed ampliare/focalizzare l’attenzione, che è il principale modulatore della nostra energia ed il suo funzionamento è direttamente correlato all’attività/inibizioni delle varie intelligenze. In questo modulo impareremo ad avere una percezione energetica, interiore di noi stessi, ad essere più consapevoli delle nostre aree di risorsa e di quelle cariche di tensione, oppure scariche di energia. Alleneremo l’apertura, il non giudizio e la nostra capacità di individuare quelle aree energetico-corporee che richiedono la nostra attenzione consapevole, inoltre impareremo le tecniche di respiro e di energetica di base utili a riportare armonia, ad allentare le tensioni ed a dare spazio al libero fluire dell’energia. Impareremo come attivare l’energia quando la percepiamo scarica e come rilassarla quando la sentiamo tesa. Queste capacità sono alla base della gestione dello stress ed a creare i presupposti di base del nostro benessere, infatti è un lavoro che stimola molto la serotonina, l’ormone che ci da radicamento, senso di stabilità, agio di stare nel corpo, bilanciamento emotivo. Lavorare sul corpo, entrare in uno spazio di connessione e consapevolezza con le proprie energie stimola l’attivazione le risorse innate e le intrinseche capacità di riequilibrio, riorganizzazione e integrazione delle funzioni vitali del sistema, inteso nella sua globalità di corpo-mente; questo aiuta anche a ridurre ansia e depressione. La consapevolezza degli stimoli sensoriali è ciò che più facilmente ci mette in contatto con il qui e adesso, quindi questo primo modulo chiama direttamente in causa anche l’aspetto meditativo, in quanto usiamo la consapevolezza del corpo come un’ancora per tornare al presente, al qui e adesso.
La consapevolezza corporea favorisce una maggiore accettazione di sè e del proprio corpo, questo ha effetti benefici sulla propria autostima e la fiducia in se stessi.
2°MODULO: INTELLIGENZA SONORO-VIBRAZIONALE
Il secondo modulo del per-corso I.O è inerente all’intelligenza sonoro-vibrazionale. Questo tipo di intelligenza è stata associata da Gardner alla capacità di comporre musica, riconoscere, manipolare, riprodurre suoni, ritmi, melodie, modelli musicali, ecc; chiaramente in questo ambito ne daremo una prospettiva più olistica, che possa tenere conto delle diverse dimensioni dell’essere umano e che, soprattutto, ci offra la possibilità di essere usata in ottica di benessere e crescita personale.
La vibrazione è stata da sempre associata alla creazione della materia e alla forza vitale che pervade l’universo. Dai Veda in Oriente a Pitagora alle scoperte di Plank ed Einstein sembra chiaro che tutto è energia e questa energia è vibrazione. Impareremo e sperimenteremo che anche il nostro corpo è un sistema energetico vibrante; in questa prospettiva anche i pensieri e le emozioni sono vibrazioni con frequenze specifiche. Quando le frequenze del nostro campo energetico sono armoniche siamo in uno spazio di benessere, mentre se esse sono dissonanti possono mandare in difesa ed in blocco alcune parti di noi, generando tensione e disagio. Per questo le frequenze armoniche risonanti possono avere un grande potere di armonizzare e riequilibrare aspetti energetici sfasati, alterati e contratti. Pitagora diceva che la musica è la vera medicina e nelle antiche tradizioni religiose ed esoteriche i canti e i suoni venivano usati per indurre guarigioni fisiche e spirituali. Il termine Cimatica deriva dal greco Kyma, ovvero onda, ed indica oggi lo studio che si occupa di come le vibrazioni di un’onda sonora riescano a generare delle forme visibili, grazie alla modificazione della materia, la cui forma varia al variare della frequenza emessa: una perfetta corrispondenza tra suono e forma.
Essendo quindi il nostro corpo composto per almeno il 70% di acqua, le sue molecole risponderanno in maniera diversa a seconda della frequenza da cui sono attraversate. Le scoperte della Cimatica sono spesso associate agli studi di Masaru Emoto, famoso per aver fotografato i cristalli di acqua congelata sottoposta a determinate frequenze e vibrazioni, mostrando come l’acqua è in grado di formare strutture cristalline armoniche o caotiche, in risposta alle varie vibrazioni.
Avremo quindi modo di studiare e sperimentare che effetti hanno ritmo, frequenza e melodia su di noi, sia quando li riceviamo che quando li produciamo, ed in che modo possiamo usarli per il nostro benessere. Il tema dell’espressione vibrazionale e sonora è chiaramente connesso
a quello della comunicazione e dell’espressione artistica, che verranno approfondite nei moduli più avanzati.
In questo modulo avremo modo di fare esperienza del potere vibrazionale del suono di alcuni strumenti curativi, come le campane tibetane o i tamburi sciamanici, ma anche di sperimentare il potenziale racchiuso nella nostra stessa voce.
3°MODULO: INTELLIGENZA INTERIORE
Il terzo modulo del per-corso I.O è inerente all’intelligenza intra-personale, che è in parte inerente all’intelligenza emotiva, nella sua componente di riconoscimento e gestione interna delle emozioni, ma che trascende la sola dimensione emotiva. Si tratta di quel tipo di intelligenza che ci permette di riconoscere, accogliere e gestire adeguatamente quello che sentiamo, proviamo e pensiamo; questo tipo di intelligenza ci permette di accogliere le nostre emozioni e motivazioni; di riconoscere e dare adeguata risposta a bisogni profondi. Ormai è un dato acquisito scientificamente per la psicologia la dinamica a seguito della quale ognuno di noi compie un processo di crescita che ci porta a creare dei meccanismi di difesa che si strutturano in un carattere, una maschera che indossiamo per timore di non essere adeguati, per sentirci amati e per evitare giudizi, abbandoni, rifiuti, umiliazioni e così via. Chiaramente, per poterci mostrare in un determinato modo (maschera) siamo costretti ad amplificare delle parti di noi che sentiamo essere più riconosciute ed apprezzate, ed a reprimerne altre che riteniamo “rischiose” nei termini del mantenimento della vicinanze alle persone che amiamo (e da cui vogliamo essere amati).
Quest ’ultimo concetto fa riferimento al fatto che ci siamo disconnessi dal cuore (sentire primario), dal desidero, dal voglio, dal “sento che” e ci siamo identificati con la mente che calcola, controlla, crede di sapere quello che si deve e non si deve essere/fare per essere felici…alle vie di fatto ci ritroviamo ad essere sempre più infelici ed insoddisfatti. Per riconnetterci al nostro cuore bisogna riconnetterci al nostro sentire corporeo, è quella la bussola che ci guida verso di esso, ma questo non è facile, soprattutto in una società in cui l’attenzione alla dimensione interiore è praticamente inesistente. In questo modulo di sicuro ci troveremo ad esplorare dei vissuti corporei che “non ha nome”; per alcuni sarà molto facile descrivere cosa avviene e cosa sentono nel corpo, per altri all’opposto sarà un’esperienza da marziani. Eugene Gendlin, filosofo e psicoterapeuta americano, ha coniato il termine “felt sense”, tradotto in italiano come “sensazione sentita”, per indicare quelle esperienze corporee interne che sono indefinite, che diventano particolarmente rilevanti in frangenti particolari e che influenzano profondamente la nostra vita. Queste esperienze corporee vengono definite da Gendlin come “consapevolezza corporea”: siamo consapevoli di un qualcosa che non è chiaro, che non ha forma né nome, eppure sappiamo (lo sappiamo con il corpo!) che questa sensazione è significativa, infatti spesso crea disagio.
Non sarà tanto importante una comprensione intellettuale del contenuto ad essa legata, quanto invece lo sarà esplorare la sensazione corporea, accoglierla, fargli spazio, descriverla. In questo processo sarà, appunto, determinante la capacità di fare spazio che è determinata da quanto siamo in grado di restare in uno spazio di “vuoto”. La nostra mente fa sempre più fatica a permettersi l’esperienza del vuoto, per lei significa la morte e quindi risponde inviando sensazioni, pensieri, emozioni ed impulsi al fare, con lo scopo di spostare la nostra attenzione su degli “oggetti” (interni o esterni che siano); sarà fondamentale “fare amicizia con il vuoto”, in quanto esso è la nostra natura essenziale. Infatti, se ci facciamo caso, non siamo noi a gestire i pensieri, sono loro che fanno come gli pare, è per questo che ci ritroviamo a pensare alla stessa cosa allo stesso modo per ore e giorni, pur sapendo che questo tipo di pensiero non genera nulla di buono. Quando non siamo vuoti ed andiamo in giro con la testa piena di paure, giudizi e pezzi di storia personale, il presente non può entrare in maniera pulita, viene distorto, sfuocato ed il passato spesso riesce a “spacciarsi” come presente tramite meccanismi proiettivi. Oltre che l’aspetto della repressione, rimozione, inibizione, c’è da tenere conto anche del controllo degli impulsi, che sono l’altro lato della medaglia. Intendo dire che per alcuni la difficoltà è “venire fuori”, esprimersi e manifestare il proprio sentire, per altri è invece il riuscire a contenere la rabbia ed esprimerla in modo adeguato; anche se spesso, lo scoppio della rabbia si genera proprio a partire da un accumulo di emozioni inespresse. Daremo quindi spazio anche alla comprensione dei principali meccanismi psico-emozionali che sottendono al nostro carattere, evidenziando alcune delle principali strutture di personalità, le loro caratteristiche e le dinamiche ad esse sottese. Sarà interessante ed importante anche sondare la dimensione motivazionale che sottende alle varie tipologie di personalità, ovvero quali sono i desideri, gli scopi ed i valori che animano, entusiasmano e danno energia vitale ad ognuno di noi.
È un modulo di lavoro che si basa principalmente sull’amorevolezza interiore, ovvero la capacità di dare spazio, rassicurazione, comprensione e guida a quelle parti di noi più piccole, che solitamente sono tristi, spaventate ed arrabbiate che gradualmente fanno capolino a partire dalle sensazioni del corpo. Chiaramente un lavoro di compassione ed amorevolezza è un lavoro che chiama in causa la propria autostima, la propria auto-valutazione ed al contempo la propria auto-critica.
Oltre a focalizzare aspetti sensoriali ed emozionali, esploreremo anche la dimensione cognitiva, ovvero quella dei pensieri, del dialogo interno, che è uno dei principali mezzi di comunicazione con l’inconscio emotivo.
Un altro aspetto che verrà trattato in questo modulo ed approfondito poi in quello dell’ Intelligenza esistenziale è quello dell’Intuizione, definita come quella conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza bisogno di ricorrere al ragionamento, considerata talora come forma privilegiata di conoscenza che consente, superando gli schemi dell’intelletto. Se siamo connessi al qui ed ora, se siamo presenti, può accadere un “miracolo” in noi in quanto possiamo ricevere esperienze ed informazioni su chi siamo e sul nostro senso mentre, se siamo identificati con gli oggetti e le immagini, inculcate dalla società, siamo pilotati da principi e valori che non sono nostri ma che abbiamo ereditato ed abbracciato inconsapevolmente.
4°MODULO: INTELLIGENZA EMOTIVO-RELAZIONALE
Il quarto modulo del per-corso I.O è inerente all’intelligenza Interpersonale, anche questa è in parte inerente all’intelligenza emotiva, nella sua componente comunicazionale ed espressiva, ma come di consueto inserita in una prospettiva più ampia. L’intelligenza interpersonale è una parte dell’intelligenza emotiva che si compone di alcuni elementi: per l’appunto, l’intelligenza interpersonale, la consapevolezza di sé (self-awareness), la capacità di adattamento, le nostre motivazioni (intrinseche o estrinseche), l’empatia, la capacità di controllare impulsi e istinti emotivi (self-regulation) e le cosiddette “social skills”, ovvero l’abilità di gestire relazioni sociali e costruire network rilevanti. Se nel modulo precedente abbiamo imparato come sentire e gestire le emozioni internamente, in questo modulo impareremo come poter esprimere le emozioni in modo non violento, rispettando tanto il nostro sentire tanto quello dell’altro. Il lavoro di intelligenza inter-personale è indissolubilmente legato a quello dell’intelligenza inter-personale, perché non possiamo modulare nulla fuori se non lo facciamo prima interiormente. Sono ormai chiare per la psicologia le dinamiche di proiezione, che ci portano ad interpretare quello che accade all’interno delle nostre relazioni attraverso una complessa rete di filtri difensivi, che distorcono la nostra comprensione degli eventi appunto “proiettandovi” dentro aspetti emotivi irrisolti del proprio passato. Questo ci porta ad attribuire alle azioni ed alle parole altrui la causa di ciò che proviamo, ma spesso larga parte del nostro sentire è solo “innescato” da ciò che accade nel presente, la grossa percentuale è già presente in noi, nascosta nel nostro inconscio e pronta ad “esplodere” al primo innesco utile. Scopriremo quali sono alcuni dei principali stili di comunicazione, quali sono i loro pregi e difetti, per avere maggiore consapevolezza ed efficacia nella nostra quotidianità; osserveremo anche come gli stili di comunicazione che usiamo sono spesso connessi alla nostra storia personale infantile ed al nostro carattere.
Fa parte di questo modulo anche la comunicazione empatica e non violenta, ovvero la capacità di orientarci al sentire dell’altro per comprendere le sue emozioni ed i suoi bisogni, e soprattutto la nostra capacità di esprimere quello che sentiamo, i nostri bisogni, i nostri desideri per poter permettere all’altro in che modo potrebbe orientare i suoi comportamenti al fine di contribuire al nostro benessere. La comunicazione non violenta è un efficacissima modalità di consapevolezza interiore e ci offre la possibilità di gestire la nostra comunicazione emotiva in modo tale da rendere i confronti con l’altro un occasione di intimità e di reciproca comprensione. Questo modo di comunicare amplifica il potenziale di reciproca comprensione e limita al minimo i rischi di innescare escalation di violenza che potrebbero portarci a conflitti insanabili.
In questo intento ci sarà utile anche comprendere come funzionano le differenti strutture di personalità, quali sono gli specifici bisogni, desideri, paure che le animano e quali sono le differenti modalità comunicative che queste personalità adottano. Chiaramente avere queste informazioni, unitamente alla capacità di gestire la nostra reattività interna ed avere maggiore compassione verso l’altro, ci permette di relazionarci in modo molto più efficace ed armonico. Un altro aspetto interessante è he la comunicazione olistica tiene conto non solo degli aspetti verbali, cognitivi ed emotivi, ma anche di quelli corporei ed energetici, pertanto daremo spazio anche alla comunicazione non verbale ed al contatto fisico, che apre le porte ad altre dimensioni di relazione che le parole tendono a nascondere.
Non mancheremo di sottolineare che le relazioni profonde ed empatiche sono uno dei principali regolatori del nostro sistema nervoso e senza di esse il nostro potenziale di gestione del disagio e di benessere diminuisce drasticamente, mettendoci a rischio di chiusura o reattività emotiva, oltre che di somatizzazioni ed ossessioni.
Programma 4° modulo
Intelligenza emotivo-relazionale
5°MODULO: INTELLIGENZA ESISTENZIALE-SPIRITUALE
Il quinto modulo del per-corso I.O è inerente all’intelligenza Esistenziale, fa parte di questa intelligenza anche la dimensione spirituale. Nella nostra società materialista, idealizziamo il danaro ed il potere, come se fossero la strada per la felicità, ma continuiamo ad essere sempre più angosciati ed insoddisfatti.
Questo ci spinge a tornare ad interrogarci su questioni essenziali, sul senso della vita e su cosa puó davvero renderci più felici e soddisfatti: Chi sono io? Qual è il senso della mia vita ed in che rapporto esso è con la vita degli altri?
Quest’ultimi sono interrogativi Esistenziali, ovvero Essenziali per la vita di ognuno di noi eppure la società di oggi sembra fatta apposta per coprire l’ascolto di noi stessi, usa dei “mezzi di distrazione di massa” per disconnetterci dal nostro sentire primario e creare la base psicologica adatta ad innestare dei falsi bisogni che vanno a sostenere un certo modo di stare al mondo, di relazionarci agli altri ed a noi stessi.
Quando usiamo la parola spirituale ci riferiamo a quel modo di guardare e sentire la vita che trascende la nostra individualità, è quella prospettiva ampia che ci lega profondamente al nostro tempo ed al contempo ci fa vibrare al di là del tempo; quella dimensioni in cui diventiamo noi stessi, ma al contempo siamo esseri umani, un cammino che è nostro e personale ed insieme è il cammino della vita stessa che accade attraverso di noi. Intelligenza spirituale ed esistenziale è dunque una paradossale realizzazione della nostra unicità e della nostra ordinarietà e relatività, ovvero quell’essere unici ed irripetibili, ma consapevoli di essere esattamente uguali agli altri. L’intelligenza esistenziale-spirituale ci da una prospettiva di un essere umano che non è frutto del caso, ma che è dotato di caratteristiche, doti e talenti ben precisi, proprio perché “un’ Esistenza intelligente” gli ha sfidato un compito, una mission, che si realizza proprio mettendo questi talenti a disposizione dell’umanità, incarnata nella sua comunità di riferimento. In questa prospettiva egoismo ed altruismo coincidono in quanto la mia personale realizzazione consiste proprio nel mettere a frutto i miei talenti per il bene comune. Un altro aspetto essenziale che ci si pone davanti rispetto alla dimensione Esistenziale-spirituale è quello della morte. Siamo la prima cultura umana che si illude di risolvere il problema della morte rimuovendolo, ma rimuovere la consapevolezza della morte (che è ciò che ci rende umani) è rimuovere l’umano. Siamo l’unica cultura che risponde all’angoscia di morte con la rimozione della morte stessa, ma questo sostiene la disconnessione dal senso della nostra vita, ci butta in una dimensione nichilista. Quando capiamo che scappare dalla morte crea guerra e disastro ed iniziamo ad avere un contatto diverso con il nostro Sè, con la nostra anima, abbiamo meno paura di morire, di mascherarci, di difendersi e quindi di aggredire. Questo modulo vuole lavorare sulla spiritualità in modo incarnato, d’altronde la parola “senso” deriva da “sentire”, non da pensare, quindi la ricerca di senso non può che iniziare dal corpo.
6°MODULO: INTELLIGENZA OLISTICO-ARTISTICA
L’I.O è un’intelligenza di “sistema” che coordina tutte le altre “sub-intelligenze” al fine di permetterci di sentirci bene con noi stessi; di gestire le nostre emozioni e poterle comunicare; poterci relazionare in modo empatico ed assertivo agli altri per costruire dei rapporti armonici; saper vivere la sofferenza in modo tale da farne un’occasione di crescita; conoscere meglio chi siamo, quali sono i nostri talenti, trovare in noi la forza, l’entusiasmo e la fiducia per seguire i nostri sogni; sentirci in profonda connessione con la natura. Anche se abbiamo diviso le varie intelligenze in dei moduli, sappiamo che questa divisione è fittizia in quanto, in virtù dell’orchestrazione olistica data dal Sè, ogni intelligenza funziona insieme alle altre; anche se, indubbiamente, a seconda delle situazioni e delle sfide che ci troviamo ad affrontare, alcune intelligenze possono essere più sollecitate rispetto ad altre. Questo modulo di Intelligenze Olistico-Artistica è un modulo riassuntivo ed integrativo, ovvero non focalizza l’attenzione su aspetti specifici ma sull’orchestrazione, la sinergia, l’integrazione e l’espressione congiunta delle varie intelligenza. La definiamo “Olistico-Artistica” proprio perché “Olos” significa “intero” e quindi richiama alla complessità dei processi, e poi utilizziamo il termine “artistico” perché questo processo olistico d’ integrazione è creativo e chiama in campo l’unicità di ogni individuo. Volendolo esprimere in chiave metaforica, olistico è quel silenzio da cui emerge il suono, che è artistico; un silenzio che non scompare quando “partorisce il suono”, ma continua ad accompagnarlo, anzi, continua a partorirlo. Dal Sè emerge ogni prodotto della creazione umana, il Sè è lo spazio in cui accadono “gli oggetti” (percezioni, emozioni, pensieri, etc…), questo si ricollega concettualmente tanto al vuoto della fisica quantistica, da cui sorgono e dove ritornano le particelle sub-atomiche; quanto alle concezioni di “Sacro vuoto” a cui diverse filosofie religiose, come Buddhismo e Taoismo, fanno riferimento per esprimere la natura originaria dell’Esistenza. Da questa prospettiva, possiamo definire “artistica” ogni espressione del Sè che avvenga in uno spazio di apertura, spontaneità ed immediatezza; di contro, vi sono delle manifestazioni comportamentali che, per quanto inevitabile frutto delle intelligenze, non sono guidate dal Sè, sono spesso fortemente limitate dall’auto-giudizio, irrigidite dalla paura e quindi sono un’espressione automatizzata di meccanismi, privi di creatività. L’espressione intrinsecante creativa del Sè è un processo olistico, dunque coinvolge il corpo, la psiche (mente ed emozioni) e lo spirito, chiamando in causa il tema del mistero, dell’ignoto, del non sapere. Un’espressione meccanica ed automatizzata è prevedibile, ripetibile, viene eseguita con a monte un “piano progettuale di esecuzione” che ci rende consci che ad A seguirà B, a B seguirà C e via discorrendo; in questo non ci sono sorprese, il sistema è pronto, per certi versi assuefatto a ciò che interiormente e esteriormente muove questo comportamento, è la famosa “zona di comfort” in cui ci sentiamo al sicuro per ci muoviamo nel “sapere ciò che ci aspetta”. Se non siamo presenti, siamo identificati con la nostra mente, pensiamo sempre le stesse cose
o quantomeno sempre allo stesso modo, questo significa che agiamo in modo ripetitivo e, di conseguenza, scegliamo in modo ripetitivo, pur mantenendo l’illusione della scelta. Nell’espressione olistico-artistica si attinge all’intrinseca natura creativa del Sè e lo si fa nel “qui ed ora”, conosciamo quella parte di noi solo nel momento stesso in cui la esprimiamo; non è quindi un processo prevedibile, esso accade ed offre un’attivazione interna, un’emozione, che ci fa sentire vivi e connessi a quella parte di noi che, al contempo, attinge a qualcosa di più grande della nostra mera individualità. Presenza è uno spazio in cui l’uomo nuovo si manifesta, uno spazio in cui siamo “nascenti”, ovvero in cui non sappiamo chi siamo, viaggiamo nell’ignoto e siamo orientati dal contatto con il nostro sentire primario, con la nostra volontà invece che essere guidati dai “dictat interni” della nostra personalità che si impone come un regime totalitario che vuole perpetuare se stesso all’infinito. In qualche modo diveniamo canali di qualcosa di più grande di noi, trascendiamo le idee che ci siamo fatti su noi stessi e sulle quali costruiamo parte della nostra identità; paradossalmente non siamo più noi ed al contempo siamo più noi di prima, ci riconosciamo in questo processo che è un parto, che ci vede essere al contempo genitori e figli di noi stessi.

